Aladdin la WoT Recensione (senza spoiler)

Aladdin la WoT Recensione

[di Maicol]

Non posso negare che il bambino che è in me (nascosto neanche troppo in profondità a dire il vero) ha esultato, quando scoprì che sarebbe arrivata al cinema la versione live-action di uno dei miei classici Disney preferiti.
L’emozione ha lasciato posto però alla paura una volta rivelato il cast; più che altro quando ho scoperto che Will Smith avrebbe interpretato il genio e che il suo doppiatore (ovviamente) non sarebbe stato il fantasmagorico Gigi Proietti, voce del genio nel lungometraggio animato del 1992.
Ve lo immaginate Proietti che doppia Will Smith?

Alla regia troviamo Guy Ritchie, (Sherlock Holmes e Snatch – Lo strappo), il suo tocco si nota già in una delle scene iniziali: quella con Aladdin che cerca di sfuggire alle guardie, ricco di slow-motion e cambi di velocità tipiche del suo stile. Un montaggio serrato (tipico) che ci mostra la frenesia della fuga, la staticità delle guardie e della gente presente nelle vie di Agrabah.

Ci sono tutte le canzoni che i fan sanno a memoria, lasciate quasi intatte nella loro magia, più qualche canzone cantata da Jasmine non presente nell’originale. Mi scuso ancora con il signore seduro al posto di fianco al mio per avergli fatto saltare un orecchio, ma l’atmosfera creata era favolosa e, aguzzando l’udito, non ero il solo a pensarlo.

Ma Smith riesce a cavarsela alla fine nei panni del Genio? Direi “assolutamente sì”, sempre se apprezzate l’attore quando si cimenta in ruoli comici. Quasi involontariamente il carisma di Smith finisce per mettere in secondo piano qualsiasi altro personaggio in scena, diventando una puntata di “Genie – il principe di Agrabah”. Il suo genio è meno “pazzoide” di quello del classico Disney, più umano si potrebbe dire, ma è ancora e sempre l’anima della festa.

Aladdin (dai, parliamo di Aladdin), il quale non è stato aiutato da una sceneggiatura che sembra dare più spazio ai personaggi secondari che al nostro ladruncolo preferito, è interpretato dal “quasi giovane” Mena Massoud e, nel complesso, si riesce a portare a casa la pagnotta, aiutato forse anche da qualche piroetta, canto e ballo sfrenato.
Mentre la bellissima Naomi Scott cerca (e riesce) a portare il suo personaggio su tutto un altro piano, arrivando quasi a far sembrare che la trama sia più incentrata su Jasmine, nonostante il titolo della pellicola sia…
Si è scelto, ad esempio, di approfondire (rispetto al cartoon) il tema della tentata emancipazione da parte della principessa, all’interno di una società prettamente maschilista.

Jafar (Marwan Kenzari), risulta un cattivo quasi impalpabile al confronto della sua versione animata. Non è mai chiaro perché il Visir stia pianificando di detronizzare il Sultano, se non per il fatto di essere semplicemente il malvagio della storia. Sembra aleggiare una sua certa frustrazione per il fatto che è sempre al secondo posto in ogni cosa che fa. E gli altri personaggi non esitano a ricordarglielo.
Per me: “una vera delusione“:

Mentre per gli effetti visivi, dopo tutte le critiche mosse all’uscita del trailer, devo dire che risultano piacevoli anche se non degne di grandi lodi. Si fanno guardare insomma.

Se vi aspettate una nuova storia con colpi di scena da far cadere la mandibola, non è questo il film che state cercando. A meno che non consciate già la storia. Perché, questo, è il classico Aladdin, nel bene e nel male, la divertente storia di un povero “ratto di strada” che entra in possesso di una lampada magica e di un tappeto volante, che evoca un grande genio blu e che si imbarca in un’avventura per conquistare il cuore di un principessa e fermare un malvagio visir dal furto del regno del padre dell’incantevole amata.

Posso affermare che Aladdin è un ottimo riadattamento (sì, non si direbbe dalla foto ma mi stavano per cadere i PopCorn) e le sue due ore scorrono via molto gradevolmente, forse una tra le trasposizioni da animazione a live action meglio riuscite fino ad oggi. Pensato forse per avvicinare la nuova generazione di pubblico Disneyano, ma che strizza l’occhio, anzi tutti e due, a voi (e a me) che siete sopra i 30 e che, con questi cartoni animati, avete consumato le vhs.

Che poi, sentire la voce di Proietti nei panni del Sultano, ha tutto un altro fascino eh, diciamolo.